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Con #socialfoodewine Piemonte, il riso nasce nell’acqua e muore nel vino.

“Il riso nasce nell’acqua e muore nel vino”, un detto popolare conosciuto ai molti, ma chi davvero sa quanto abbiano in comune?Il riso, così come il vino, si ammira, si annusa, si assaggia. Si scoprono differenze e peculiarità legate alle varietà di piante da cui nascono, si percepiscono aromi e profumi legati provenienti dal terroir, e si abbinano a vicenda.

#socialfoodewine, progetto della Regione Piemonte volto a promuovere il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche attraverso il web, ha dato vita ad un viaggio stampa alla scoperta di riso e vino.

Una giornata bagnata dalla pioggia quella del 4 Novembre, in cui giornalisti e blogger hanno trovato ristoro al Bislakko di Jose Saggia, esperto conoscitore della tradizione e creatore di ricette originali, come il riso nero Venere con tartare di salmone e il riso rosso Ermes con taleggio e carciofi.

Risi Speciali Sapise al Bislakko

Un menù accompagnato da Erbaluce di Caluso, un vino che non è tipico del vercellese, ma è proposto da un produttore attivo nella promozione e innamorato del territorio: Fabrizio Ruzzon dell’azienda Cella Grande.

Bislakko

Il post-pranzo è dedicato alla tavola rotonda all’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, “Il web 2.0 come strumento di promozione del territorio”, moderato da Carlo Vischi, Direttore Trenta Editore e introdotto da Paolo Melotti, Presidente ATL Valsesia Vercelli. Si susseguono gli interventi di Massimo Benedetti per Terreriflesse e Strada del Riso Vercellese di qualità, Gabriele Conte per Gli Aironi Risi e Co, e Ombretta Bertolo, nostra ospite e relatrice che ha presentato i progetti di promozione già attivi sul territorio, come Explorando, un percorso ciclabile tra risaie e opere d’arte. A sorpresa, un intervento del nostro Sindaco Maura Forte, a supporto della promozione web e degli investimenti in tecnologia e comunicazione.

#socialfoodewine Vercelli

Il tour prosegue verso la Riseria Greppi di Tronzano, dove si sta lavorando riso Venere: quale sorpresa scoprire quei chicchi naturalmente neri durante la sbramatura, la fase di lavorazione che separa la parte esterna (detta lolla) dal granello.

Riseria Greppi

La giornata volge piacevolmente al termine al Ristorante Il Giardinetto: lo chef Daniele Siviero ci delizia con una battuta di fassone al tartufo, mentre il fratello Roberto serve un meraviglioso erbaluce metodo classico rosé, 100% uve chardonnay macerate su bucce di nebbiolo.

Ristorante Il Giardinetto Vercelli

Il risotto, preparato con toma di piode e duja, è un carnaroli gran riserva dell’azienda Riso Buono, ingrediente locale conosciuto a livello internazionale. Segue la guancia di vitello con tortino di riso aromatico Artemide, una varietà di riso nero parente del più noto Venere e dal granello allungato. L’abbinamento con il Gattinara Tre Vigne di Travaglini non potrebbe essere più azzeccato. Si termina con dessert e una degustazione di birre artigianali BSA – Birrificio Sant’Andrea, che propone per il post cena una Funky e la Hell Rice, fatta con una percentuale di riso Venere.

Ristorante Il Giardinetto Vercelli

Il mercoledì mattina è dedicato alla formazione del gruppo di giornalisti e blogger sul riso alla Cascina Valdemino: l’Associazione Optima Riso tiene una lezione che parte dalla coltivazione e arriva alla lavorazione di questo alimento così comune eppure così poco conosciuto.

La vera sorpresa sta nell’analisi sensoriale: e così i nostri “sommelier del riso” aprono pacchetti di diverse varietà e le fanno girare tra i banchi. Visivamente si nota subito la forma: allungata per gli indica, come i risi orientali, e arrontondata per le varietà cosiddette “japonica”. E poi i colori, nero per Venere e Artemide, rosso per Ermes, bianco per Apollo e Carnise, scelti non a caso: la linea di risi speciali Sa.pi.se. riassume alla perfezione il variegato panorama risicolo del territorio.

Optima Riso, associazione di degustazione riso

Ma la vera sopresa è la “sniffata” di riso: il pubblico resta un po’ perplesso quando gli viene detto di annusare dentro il pacchetto, ma subito resta estasiato: il profumo delicato dei risi bianchi, il bouquet intenso degli aromatici, e poi amido, frutta secca, erbaceo e vegetale, una gamma di sensazioni olfattive che nessuno aveva mai associato al riso.

Cascina Valdemino

La degustazione del vino avviene invece a tavola: Cinzia Travaglini e Fabrizio Ruzzon ci fanno compagnia nel delizioso agriturismo Valdemino.Si susseguono squisiti piatti a base di riso: io mi sono esaltata per l’arancino di riso rosso Ermes, idea eccezionale per reinterpretare una ricetta classica. E poi ancora l’insalata di riso Artemide con olive e gamberi, il sushi con salmone e biete, l’immancabile riso Venere al gorgonzola e il risotto di Carnise al Gattinara, riso Apollo con curry e pollo, un riso tipo Basmati ma 100% italiano.

Menù Cascina Valdemino

Il tour enogastronomico termina proprio com’è iniziato, tra riso e vino, e con la scoperta di un territorio ancora tutto da esplorare, dove le eccellenze sono autentiche e le persone – i nostri produttori, ristoratori e tutti gli amanti di questa terra – hanno davvero la voglia di gridarlo al mondo.

Cascina Valdemino

 

Hanno partecipato a #socialfoodewine Vercelli:

Valentina Masotti

Terre Riflesse

Ovest Sesia

Hotel e Ristorante Il Giardinetto

Hotel Garibaldi e Ristorante Bislakko

La Strada del riso vercellese di qualità

Riseria Greppi, Tronzano

Cascina Valdemino, Desana

Degustatori di Riso

Gli Aironi Risi&co, Lignana

Riso Buono La Mondina, Casalbeltrame

Sapise – Sardo Piemontese Sementi

Azienda Cella Grande

Azienda Travaglini

Birrificio BSA

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