Eventi Food

Mostra fotografica Berengo Gardin alla Tenuta Colombara. “Il racconto del riso” presentato da Slow Food e la panissa destrutturata di Davide Oldani.

L’incantevole cornice delle risaie allagate, su cui si affaccia la Tenuta Colombara di Livorno Ferraris, diventa teatro per la presentazione del libro fotografico “Il racconto del riso” di Gianni Berengo Gardin, realizzato con la collaborazione dello scrittore Gianni Rondolino, membro della stessa famiglia che ha saputo valorizzare il territorio vercellese tramite un prodotto eccellente quale il riso Acquerello.

Patrocinato da Slow Food, alla presenza di Carlo Petrini, l’evento si snoda tra i locali agricoli della tenuta La Colombara, trasformati in un vero e proprio museo della mondina e della vita campestre. Tra il pubblico alcuni nomi illustri, come Paolo Massobrio, giornalista e critico enogastronomico  fondatore del Club Papillon, e Oscar Farinetti, fondatore di Eataly. A guidare la visita alla mostra fotografica un vercellese doc, l’attore e regista Roberto Sbaratto, che recita alcuni brani tratti da “Il racconto del riso”, tra cui la ricetta della classica panissa alla vercellese.
Un piatto della tradizione che non poteva mancare dal menù della giornata e che è stato reinterpretato per l’occasione da uno chef d’eccezione, Davide Oldani del Ristorante D’O di Cornaredo e autore di “Il giusto e il gusto. L’arte della cucina pop”.
La presentazione del libro “Il racconto del riso”. Da sinistra: Gianni Berengo Gardin, Gianni Rondolino, Padre Enzo Bianchi, Carlo Petrini. Al microfono Roberto Sbaratto, dietro di lui:  il proprietario della Tenuta La Colombara Rondolino,  Marco Vallora e Davide Oldani.
Lo chef Davide Oldani con Gula de la Majun (ehm…me!)
Panissa vercellese destrutturata – di Davide Oldani


Ingredienti

Riso Carnaroli Acquerello
aceto di vino bianco
salsiccia nostrana
fagioli risina
uvetta candita
riduzione di vino rosso
burro di panna fresca
sale e pepe

Preparazione

Innanzitutto gli ingredienti vengono cotti separatamente e assemblati sono alla fine, durante la composizione del piatto.

Il risotto viene tostato in una padella calda insieme al burro e viene sfumato con aceto di vino bianco e cotto semplicemente in acqua. Alla fine viene aggiustato di sale e mantecato con burro.

I fagioli vengono fatti bollire e scolati; la salsiccia viene sbriciolata e cotta a parte. Il vino rosso viene fatto consumare fino ad ottenere una salsa ridotta.

Il risotto viene infine servito in una lattina, la stessa utilizzata per la vendita del riso Acquerello: si comincia con il risotto e si prosegue con la salsiccia, la salsa di vino rosso, l’uvetta candita e si termina con i fagioli risina.

Questa moda della lattina e del cucchiaio per mangiare il riso mi ha ricordato i mitici fratelli Christian e Manuel Costardi, che con il loro Costardi’s Condensed Tomato Rice avevano già introdotto il concetto di riso come arte nella pianura vercellese.

Alla fine il segreto di un buon risotto è che ognuno ha il suo: Padre Bianchi del Monastero di Bose, autore di “Il pane di ieri”, ci ha confessato durante il suo intervento che fu sua nonna a tramandargli la ricetta del risotto perfetto. “Che voi lo facciate coi carciofi, col lo zafferano, con gli asparagi o come vi pare, si sfuma sempre con il Martini Dry, mai col vino bianco! E poi ci vogliono tante Ave Maria”.

 
Mostra fotografica “Il racconto del riso” di Gianni Berengo Gardin


Tenuta Colombara – Livorno Ferraris – Vercelli
Inaugurazione: domenica 5 maggio dalle ore 15 alle ore 18.
Visite: Sabato e Domenica 11 e 12 maggio; 18 e 19 maggio; 25 e 26 maggio 2013 dalle ore 10.00 alle ore 18.00.
INGRESSO GRATUITO

Info:  tel. 0161 477832  – 334 6392349
www. acquerello.it
info@acquerello.it

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