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Marmellata di mandarini cinesi – La ricetta

La marmellata di mandarini cinesi o kumquat richiede diversi passaggi per essere realizzata, ma il risultato è assolutamente eccezionale. Seguitemi nella preparazione.
Sabato mattina, ore 10, casa Marazzato
È scattata l’ora X. Dopo tre giorni in ammollo, cambiando l’acqua costantemente, monitorandoli con affetto materno, i mandarini cinesi sono pronti per diventare marmellata: la prima marmellata che faccio nella mia vita. Ho cercato le informazioni per la preparazione su Internet e alla fine mi sono ispirata a due blogger molto professional:
Tutto è in ordine, o quasi: Leo, parcheggiato nel box, sembra divertirsi con le costruzioni 12+ (per infanti intorno all’anno), la camera da letto è ancora da sistemare, la roba stesa ancora da piegare, la seconda lavatrice in stand by.
Via con la ricetta!
Ingredienti:

1 kg di mandarini cinesi (non trattati)
1 kg di zucchero
Il succo di un limone
Preparazione:
Lasciare in ammollo i mandarini cinesi per 3 giorni e 3 notti, cambiando l’acqua un paio di volte al giorno. Io questo passaggio avrei voluto saltarlo, ma siccome è la prima volta che preparo la marmellata non ho voluto fare personalizzazioni. E devo dire che ho fatto bene: i mandarini cambiano proprio consistenza, i pori si dilatano e la scorza si ammorbidisce.
Scolare i mandarini e affettarli a rondelle piuttosto sottili, avendo cura di eliminare tutti i semi. E meno male che ho avuto cura! Qualcuno ti scappa comunque e, durante la cottura, accade l’inspiegabile fenomeno ultra fisico della “moltiplicazione dei semi”: anche se ti sembrava di averli tolti tutti, continuano a spuntare dalla pentola tipo fagioli magici.
Mettere i mandarini in una pentola antiaderente, accendere il fuoco e aggiungere lo zucchero rimestando continuamente. Tenete il fuoco moderato e vedrete che nel giro di 5/10 minuti lo zucchero verrà completamente assorbito dalla frutta, che nel frattempo rilascia l’acqua.  Procedere con la cottura a fuoco moderato. E’ importante (ahimè) continuare a mescolare: appena smetti un attimo la schiuma che si forma a galla si imbrunisce (significa che lo zucchero si sta caramellando e la vostra marmellata è buona da buttare). Adesso capisco a cosa servono i robot da cucina (Albi se leggi questo blog per robot da cucina intendo il Bimbi ultimo modello uscito. Il mio compleanno è il 4 luglio).
Per schiarire la marmellata e per intensificare il sentore citrino, ho aggiunto verso la fine cottura il succo di un limone.
Nel giro di un’oretta ho visto l’acqua di cottura consumarsi e la marmellata si è rappresa: a quel punto ho frullato con il mixer ad immersione (potete decidere voi quanto, poco se come me amate sentire le scorzette sotto i denti – le adoro!) e ho spento il fuoco.
Nel frattempo avevo sterilizzato i barattoli: metteteli in un pentolone insieme ai coperchi e aggiungete acqua fredda fino a ricoprire il tutto. Portate ad ebollizione con coperchio e fuoco alto. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare prima di scolare. Dopo una ventina di minuti, eliminate parte dell’acqua ed estraete i barattoli con l’aiuto di una pinza.
Versate la marmellata di mandarini cinesi ancora calda nei barattoli, chiuderli con forza e adagiarli “a testa in giù” su un tavolo, ricoprendoli con un panno (mia nonna ci mette anche la coperta di lana) e lasciandoli riposare per 24 ore. Questo consente di creare il vuoto, così la vostra marmellata potrà essere conservata fuori dal frigorifero per alcuni mesi: la cantina è il luogo ideale perché non filtra luce e si mantiene fresca.
Marmellata di mandarini cinesi
Questa è una ricetta che richiede un paio d’ore per la preparazione. L’ideale sarebbe non avere bambini intorno che si arrampicano sulle gambe, anche perché i pentoloni sono roventi.
Leo è stato buono per un’oretta, poi ha iniziato a disperarsi e ho dovuto toglierlo dal box. Ha rovesciato una sedia, tolto le pile dal telecomando (quello di Sky che poi lo devi risincronizzare), scaraventato ripetutamente un puffo contro la porta in vetro acidato (delicatissimo!), rovesciato il cestino con le uova colorate (si lo so che Pasqua è passata, sto week end le ritiro) e altri disastri. Cucinare con un poppante al seguito non è proprio l’ideale, ma non ci sono molto alternative se il bimbo in questione ha solo 11 mesi.
Vuoi portarlo al nido? Pazza, si ammala! E poi ci sei tu a casa cosa lo mandi all’asilo a fare.
Le nonne? Lavorano!
Il papà? Deve lavorare!
E questo punto mi chiedo: come potrei mai avere un lavoro se Leo è solo figlio mio?!
Ma prima o poi accade che il parentado, spupazzandosi il bambino, esca fuori con la fatidica domanda: dì nonnaaaa! Dì papà! Dì ziiaaa! E che lui risponda con voce chiara e altisonante: <Mamma>
E son soddisfazioni.
marmellata di mandarini cinesi
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